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Il nome così ‘anonimo’ di Associazione Balletto Classico è
stato scelto dai due artisti non certo per privilegiare
un’epoca, o per un ristretto riferimento ad un genere
ballettistico, ma per sottolineare il simbolo al quale
essa ci richiama: la tensione verso la perfezione, verso
l’armonia, qualsiasi opera o lavoro si affronti. Non fu semplice per il notaio stendere lo Statuto,
fissare in poche righe il fiume di idee che sgorgava
dalla loro anima. Nasce così la loro linea
programmatica:
“Ci
proponiamo di coltivare e di diffondere, specie tra i
giovani, il balletto, quale espressione di arte e di
cultura, strumento di elevazione e liberazione, oltre
ogni confine sociale e nazionale, momento dell’armonia e
della bellezza che l’anima di ogni uomo ricerca”.
E’ tutto in regola per partire con la prima tournée
ufficiale della Compagnia Balletto Classico che li
porta, ad
un ritmo incalzante in città grandi e piccole di tutta
Italia, dal nord al sud alle isole, nei teatri come
nelle piazze per diffondere ovunque la “cultura del bello”, come amavano
dire. Da allora la Compagnia non si è
mai fermata, in una diversa alternanza di attività,
repertori, tournée, "prime mondiali".
Nell’ottobre 1978
già si inaugura la Sede della Associazione Balletto
Classico in un ampio
edificio a Reggio Emilia, che ospita tutte le attività
di questo organismo. Con essa si apre anche la Scuola di
Balletto a livello professionale per preparare le future
generazione di artisti-ballerini.
Nulla
togliendo alla loro attività artistica,
l’insegnamento e la direzione della loro Scuola ha
sempre giocato un ruolo primario. Il loro stile
d’insegnamento viene ben presto apprezzato dai massimi
esponenti del settore. Nel giro di pochi anni la scuola
diviene anche residenziale per ovviare alle richieste di
frequenza da parte di giovani provenienti da tutta
Italia e dall’estero. Si organizzano corsi estivi aperti
a tutti, corsi di perfezionamento per professionisti e
insegnanti, diplomando più di un centinaio di allievi
nei loro specifici indirizzi. Dal 1995 ospitano anche
borsisti dell’Unesco.
Nonostante la loro intensa attività, il cuore dei due artisti
nutre una particolare attenzione per i giovani: per loro
sono stati organizzati Festival e spettacoli ma nel
1982 nasce qualcosa di specifico, la "Conferenza-spettacolo".
Negli anni prende diversi titoli: “L’Europa e le sue
radici coreutiche” – “Il balletto in Europa ieri e oggi”
– “Il balletto dietro le quinte” essa concorre ad
avvicinare gli studenti, di ogni ordine e grado,
all’arte della danza e ai suoi molteplici valori (ad
oggi ne hanno incontrati più di ventimila in tutta
Italia e all’estero).
Va così componendosi anno dopo anno una fertilissima catena
di iniziative inedite: i due artisti
sono al centro di eventi culturali a livello nazionale
ed internazionale negli ambienti più diversi: convegni,
corsi universitari, congressi, incontri per i giovani
nei quali hanno potuto esporre i loro concetti sull’arte
e sulla vita. Riviste di prestigio ospitano loro
articoli ed interviste.
Pur avendo dedicato tutte le loro energie al balletto
non vi è in loro nessuna assolutizzazione della danza
essendo grandi estimatori di ogni espressione del
pensiero umano oltre che artistico.
Nella piena coscienza di cosa comporti vorrebbero
contribuire a dare una risposta affermativa
all’emblematica domanda del noto scrittore Dostoievski:
liberare nel mondo la bellezza.
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